mercoledì 17 ottobre 2012

CARC: Tutti assolti a Bologna!


La notizia è appena arrivata: i compagni del partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (CARC), imputati a Bologna in processo (istituito nel 2003) per associazione sovversiva in base ai famigerati articoli 270 e 270bis, sono stati tutti assolti perché il fatto non sussiste. Ancora una volta, quindi, l'ennesimo tentativo di affibbiare ai compagni dei reati associativi da parte di GIP e procuratori asserviti, non regge al dibattito processuale e viene sbugiardato come, del resto, avviene regolarmente.

Assieme ai compagni dei CARC erano imputati nel medesimo processo anche altri compagni del Partito Comunista dei Lavoratori, di ASP (Associazione di Solidarietà ai Detenuti Politici) e di altre realtà proletarie e antagoniste. Il processo si è quindi concluso con un non luogo a procedere generalizzato.

A questo, e per l'ennesima volta, ci sarebbe da pensare (e soprattutto da agire) riguardo ai tanto strombazzati "reati associativi" che, ovunque in Italia, vengono periodicamente affibbiati alle varie realtà di lotta (organizzazioni antagoniste, centri sociali ecc.) con tanto di battage mediatico. In Italia esiste tutta una serie di esponenti della cosiddetta "magistratura" che si occupano della fabbricazione ad arte di accuse ridicole nei confronti dei compagni e delle compagne; quel che purtroppo non c'è di ridicolo in tutto questo, sono gli arresti (in carcere o domiciliari) e gli altri provvedimenti giudiziari che accompagnano queste autentiche idiozie. Basti pensare a quanti compagni (comunisti, anarchici, NO TAV ecc.) si trovano ancora in galera grazie alle prodezze dei vari "dottori" e delle "dottoresse" delle varie procure. Compagni ai/alle quali, vogliamo ribadirlo, va ancora una volta tutta la solidarietà del Collettivo del Fondo Comunista.

Procedimenti infiniti che si trascinano per anni e anni, con un enorme dispendio di denaro pubblico, per poi essere facilmente smontati in aula anche da un avvocato alle prime armi, in quanto regolarmente basati su niente. Le ovvie conclusioni non possono essere che due: o i procuratori sono degli incapaci che non conoscono neppure l'ABC del diritto penale, oppure -con molta più probabilità- non fanno altro che obbedire a un preciso disegno politico-mediatico di repressione e criminalizzazione di ogni realtà di opposizione autentica. Non importa poi essere sbugiardati a dibattimento dopo un decennio: quel che conta è la pressione costante sui movimenti antagonisti e sulle realtà proletarie e di lotta, accompagnata dai fedeli latrati degli scribacchini di regime e dei loro fogliacci di carta da culo.

Ai compagni e alle compagne dei CARC (alcuni dei quali si riuniscono a Firenze proprio presso il Fondo Comunista) va tutto il nostro abbraccio, che va ben oltre la semplice solidarietà. A tutti coloro che ancora sono in carcere o comunque sottoposti a provvedimenti restrittivi, rinnoviamo il nostro impegno quotidiano per liberarli e diffondere controinformazione militante.

No pasarán!

martedì 25 settembre 2012

29-30 settembre 2012: Rugbysti a sostegno della Valle


Un torneo di rugby no tav perché noi rugbisti siamo profondamente legati alla terra.
Essa ci accoglie tra le sue braccia dopo un placcaggio, ci sostiene nelle mischie, ci da rifugio nelle ruck. Per noi il fango non è una cosa sporca, ma un elemento che attenua le botte, che annulla le differenze. Nel fango ci ritroviamo fratelli seppur con maglie di colori diversi. La cosa più importante nel rugby è il sostegno, l’appoggio dei compagni, la mutua solidarietà: quella che vediamo all’opera ogni giorno nel popolo della Val di Susa che resiste. Per noi la solidarietà è importante, è il sale della vita. E’ un valore che ci ha portato a spalare fango a Firenze e nel Biellese nel ‘68 a Genova, in Friuli, in Irpinia e a morire a l’Aquila. Giochiamo per portare il nostro sostegno alla Valle che resiste con le unghie e con i denti, con le ultime briciole di fiato, nei propri 22. Singoli rugbisti da varie città e regioni italiane partecipano per condividere gli stessi valori, le stesse intenzioni, la stessa gioia di difendere e proteggere quella terra che è la nostra terra. Perchè ogni singola zolla della Val di Susa diventi i nostri 22 e nei nostri 22 sempre è...

...E SEMPRE SARA’ DURA

Solidarietà a tutti i NO TAV colpiti dalla repressione in Val di Susa come a Firenze.

PROGRAMMA
SABATO 29: ACCOGLIENZA AL CPA FI-SUD
18.00 interventi, controinformazione e video
20.00 aperitivo
21.00 cena popolare
21.30 concerto di solidarietà con Quarantena e PussyDogs Blues

DOMENICA 30 TORNEO DI RUGBY
8.30 ritrovo al CPA
9.00 presso il campo sportivo Albereta-San Salvi, Via di Villamagna n 150.
14.00 terzo tempo al CPA FI-SUD

La partecipazione al torneo è individuale con iscrizione di 15 euro comprensiva di T-Shirt dell’evento e terzo tempo.
Possibilità di campeggio e pernottamento Info 388 9537974 (orario 17-19) rugbistiperlavalle@gmail.com

sabato 9 giugno 2012

Il Fondo Comunista ha 20 anni: Iniziativa il 23 giugno



FONDO COMUNISTA:
20 anni di attività, socialità e lotta

Sabato 23 giugno 2012
a partire dalle ore 16 al Fondo Comunista
via di Rocca Tedalda 277, bus 14 capolinea via Ripa, tel. 366/3925033

Decine di organismi di lotta, dai territori alla scuola, dalla fabbrica al quartiere, tentano di resistere alle imposizioni di questo sistema oramai marcio e alla frutta.
Ciò che ci impedisce di rompere l'oppressione, l'imposizione di sistemi di vita legati al profitto e allo sfruttamento, è la condizione di isolamento che questo sistema ha creato attorno ad ogni situazione ed organismo di lotta.
L'unica uscita è rompere l'isolamento e farci costruttori di un futuro.
ORE 16: PARLIAMONE TUTTI ASSIEME.

Seguiranno:
ORE 18.30 C0NCERT0 con HC, Skarnemurta, Kuarantena
ORE 19.30 CENA-BUFFET di solidarietà, euro 7.00


sabato 2 giugno 2012

Antonio Ginetti è libero. In provincia di Pistoia.


Dicono che le vogliono abolire, le province; però, quando si tratta di utilizzarle per limitare i movimenti di qualcuno che, per un dato periodo, è rimasto imprigionato per le fantasie su ordinazione di qualche eroico procuratore (ogni riferimento al Casellon de' Caselloni è puramente intenzionale), allora i confini provinciali funzionano sempre a pieno regime. Insomma, partiamo dalla cosa più importante: Antonio Ginetti è fuori. Fuori dalla galera, che essa fosse rappresentata prima da un edificio apposito, e poi da casa sua. Nell'edificio apposito c'era entrato il 26 gennaio scorso, durante il blitz caselliano contro il movimento NO TAV; qualche tempo dopo, la galera si era trasferita nella sua bella casa. Non crediate, se parlo di "bella casa", che io intenda parlare di una villa, o di un superattico, o di cose del genere; per me una bella casa è anche un buco, quando questo buco rispecchia in ogni centimetro quadrato una vita, le sue lotte, le sue lacrime e le sue meraviglie che non cedono.

Per uscire dalla galera, comunque essa fosse costituita, Antonio Ginetti ha dovuto farsi venti e più giorni di sciopero della fame, e non di quelli alla marcopannella. Ha dovuto rompere i coglioni quando "chi di dovere" si attendeva sottomissione. Antonio Ginetti rappresenta invece l'essenza stessa di una bella parola francese, insoumis. E così, stasera, una bellissima serata di prima estate dove non s'avvertiva traccia alcuna né delle loro parate e né delle loro "repubbliche democratiche", siamo andati a festeggiarlo proprio sotto casa sua, che era tornata appena ad essere una casa a tempo pieno. Ne ha conosciute, di galere, Antonio Ginetti. E se le è fatte tutte da uomo libero dentro. Essere liberi dentro, e rimanerlo a dispetto di tutto, è una cosa che non piace ai servi degli atti ufficiali. E, infatti, proprio un atto ufficiale stasera Antonio ha voluto leggere, definendolo uno dei più bei complimenti che gli siano stati fatti. "Un complimento così", ha detto Antonio, "lo si può fare o per grande amore, o per grande odio. Poiché mi è stato fatto da chi, ancora, mi rifiutava la libertà, è un complimento che è frutto dell'odio puro, ma non per questo mi dà minore soddisfazione". Era, in pratica, il documento con il quale, non più di due o tre giorni prima della decisione del Tribunale del Riesame che ha mandato libero Antonio Ginetti, il GIP (una tipa con uno di quei cognomi che ti fanno già da soli capire che si tratta di una mandaingalera di merda) "esprimeva parere sfavorevole" alla sua scarcerazione definendolo "persona dal comportamento non collaborativo e refrattaria a qualsiasi sottomissione", o roba del genere. Non sono le parole esatte, e io non giro col taccuino; ma il concetto è quello. Un insoumis. Ho, a tale riguardo, ritenuto opportuno di andare brevemente al microfono sistemato in piazza, per ricordare che tali parole mi ricordavano da vicino la definizione di "insuscettibile di ravvedimento" che l'autorità fascista usò sulla scheda di Alfonso Failla.

Era allegro, Antonio. Mangiava poco, con attenzione estrema; dopo venti e più giorni di sciopero della fame vero, del quale ha tenuto un resoconto meticoloso diffondendo comunicazioni attraverso i canali antagonisti, non doveva certamente esagerare. In piazza, sotto casa sua, non era soltanto una festa, pur comprensibile: era un vero e proprio presidio NO TAV in pieno centro di Pistoia. E gli è stata messa, a Antonio, anche una canzone che (lo) dice praticamente tutto, senza sbagliare un accento: Ma chi ha detto che non c'è di Gianfranco Manfredi. Naturalmente, a breve distanza e riconoscibilissimi anche da un bambino piccolo, c'erano due o tre sbirri a sorvegliare. C'è chi ha proposto di portar loro gentilmente un bicchiere di vino (previa sputata e/o pisciata nel bicchiere, of course). Non è mancato neppure un soave brindisi al Casellon de' Caselloni, che Iddìo gli conceda tanta salute (ma anche no). Poi mi fermo qui, perché questo non è e non vuole essere il "resoconto di una festa", bensì di un momento di lotta che non si ferma e non si fermerà. Allegro quanto si vuole, perché un compagno che esce di galera genera allegria (ma Antonio, come ha detto lui stesso, riesce ad essere allegro anche dentro, e gliela sbatte nel muso a quelli, la sua allegria); ma la lotta non viene meno, in nessun momento. Sarà bene che se ne ricordino, ivi compresa la Cancellieri che parla di "pacificazione".

Antonio Ginetti, come dicevo all'inizio, per il momento non può uscire dai confini della provincia di Pistoia. Sarebbe bello, mi è venuto da pensare, organizzare presìdi alle frontiere. A Agliana, a Ponte della Venturina, nella "Svizzera Pesciatina". Ma, tanto, figuriamoci se un Antonio Ginetti ha confini. Ha fatto un'intervista di 36 minuti a Radio Blackout (di Torino) raccontando tutta la sua vita e tutte le sue lotte; chissà se i limitatori giudiziar-provinciali intendano istituire anche le provincie dell'etere. Basterebbe questo per far capire quanto siano fuori dal mondo, e quanto in fondo, nonostante il loro schifoso mestiere sia quello di mettere in galera chi combatte per un mondo migliore, in galera ci siano più loro che noi. Sono nella galera della loro schiavitù volontaria che vorrebbero estendere a tutto e tutti, senza riuscirvi. Stanno in provincia di Servia, e dai suoi confini non usciranno mai.

NB. Articolo scritto da un compagno che frequenta il Fondo Comunista, per questo l'articolo è in prima persona. Ma quasi l'intero Fondo era presente a Pistoia. Antonio Ginetti si vede spesso al Fondo, e tutti speriamo di rivedercelo assai presto.

martedì 29 maggio 2012

Antonio Ginetti: Comunicati al 20° giorno di sciopero della fame


Il compagno Antonio Ginetti, incarcerato dal 26 gennaio scorso e poi posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Pistoia in seguito agli arresti nel movimento NO TAV decisi dalla Procura di Torino e dall' "eroe" Giancarlo Caselli, sta effettuando da 20 giorni uno sciopero della fame perché gli è stato negato di andare a lavorare, unica sua fonte di sostentamento. Pubblichiamo queste sue due comunicazioni standogli vicino e continuando a combattere per la liberazione sua e di tutti gli altri compagni.

Sabato 26 maggio
17° giorno di sciopero della fame

Anche il 17° giorno è trascorso.
Oggi ho cominciato a sentire la stanchezza.
Ovviamente non mi sono preoccupato molto, mi sono limitato a trascorrere
buona parte della giornata sdraiato sul divano: lettura e...giro d'italia.

Le gambe le sento pesanti, ma ancora mi tengono in piedi, seppure un pò meno.
Ma non dovendo uscire di casa e non avendo da fare niente, poco cambia
se invece di andare su e giù per le scale, rimango molto sul divano.
Il fisico sento regge bene. Altri dolori per adesso non mi pare di sentirne.
Avevo detto di arrivare al 30, quando avrò il Tribunele del Riesame e sono
sicuro di riuscirci, ovviamente senza crearmi problemi fisici.

Giovedì mi pareva di aver capito che uno dei PM di fronte allo sciopero della fame avesse pensato di darmi un leggero, leggerissimo alleggerimento dei domiciliari.
Ovviamente doveva parlarne con tutto il pool. Mi pare che abbiano deciso un bel niente.
Questi non li smuovi neppure con le cannonate (vecchio modo di dire; che non abbiano a prendere alla lettera le parole!!!).

Ma sia chiaro che da loro a questo punto non voglio un bel niente. Il 30 deciderà il Tribunale del Riesame e non mi pare che siano della stessa pasta.

Per quanto mi riguarda intendo resistere fino al 30, e lo farò. Non mi manca
la forza d'animo che mi spinge. Senza contare tutta la Solidarietà che ho trovato in tantissimi compagni che è ancora più forte della mia determinazione.

Se loro hanno il Potere di fare tutto ciò che desiderano, e possono anche andare oltre la loro "legalità", sappiano che io ho tutta la dignità che mi da
la forza per non subire passivamente il loro accanimento repressivo e punitivo.

Se a loro appartiene il Potere...a noi appartiene il futuro.

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Pistoia 29 maggio 2012 - 20° giorno di sciopero della fame

COMUNICATO STAMPA
LA LEGGE (non) E’ UGUALE PER TUTTI
O se è uguale…non tutti sono uguali per la legge

Mercoledì 23 maggio la città di Pistoia viene scossa da una “atroce” notizia: il Direttore Generale dell’ASL 3, dott. Scarafuggi Alessandro, è stato arrestato. Con lui sono finiti sotto inchiesta il D.G e il direttore amministrativo dell’ASL 1 di Massa.

L’indagine riguarda l’ ASL apuana per gli anni dal 2002 al 2007, quando vi è stato un ammanco nei conti accertato di circa 270milioni di euro.

In carcere solamente il direttore amministrativo, gli altri due signori sono stati da subito collocati agli arresti domiciliari.

Leggendo i giornali vediamo un gran vociare degli amministratori che si dichiarano tutti “GARANTISTI”, a giustificazione della correttezza dei provvedimenti presi.

Io non chiedo che il dott. Scarafuggi venga arrestato in carcere, no!!

Chiedo solamente se questo GARANTISMO non valga per tutti i cittadini, dal momento che “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”, e quando si dice TUTTI si deve intendere TUTTI, al di là della posizione sociale, che poi, come si vede, a rubare sono molto bravi anche i D.G. (anzi: anche più bravi, e dei soldi dei contribuenti).

Mi si dirà che la personalità del dott. Scarafuggi, impedisce che questi si possa rendere irreperibile, che possa “inquinare le prove”, che vada a reiterare il reato.

Forse è una pura coincidenza, ma nella notte tra sabato e domenica un INCENDIO DOLOSO ha gravemente danneggiato la palazzina delle Ville Sbertoli che ospitava l’archivio ASL.

Non si è incendiata una palazzina prospiciente da cui il materiale d’archivio era stato spostato solo da poco tempo. Da cui si denota molta conoscenza ed altro.

Certamente ci diranno che erano tutte vecchie ricette da mandare al macero.

Ma sui giornali leggo: “scatoloni contenenti soprattutto ricette mediche destinate al macero” (Il Tirreno 28 maggio), e il soprattutto dice molto.

Oppure: “Dovrà essere comunque visionato foglio per fogli, sia per la possibile presenza di documenti storici e di valore che di dati sensibili” (La Nazione 28 maggio), ed anche qui gli aggettivi sono forti ed espliciti.

Lungi da me il voler implicare il dott. Scarafuggi in questo increscioso avvenimento, ma la contemporaneità dei tempi mi lascia molto perplesso.

Il sottoscritto, per reati assai minori che l’aver fatto un ammanco di 270milioni di euro (per di più nella Sanità!), si è fatto 21 giorni di carcere, e da più di tre mesi è agli arresti domiciliari. Ho fatto domanda di permesso per recarmi al lavoro (che del mio solo modesto lavoro riesco a campare la famiglia) e mi è stato negato.

Oggi sono al 20° giorno di sciopero della fame per richiedere il rispetto di un mio Diritto. Dubito molto che simile trattamento sarà mantenuto nei confronti del cittadino Scarafuggi Alessandro.

Antonio Ginetti.

domenica 27 maggio 2012

Acqua: Rendeteci i soldi! Sportello informativo al Fondo Comunista tutti i giovedì


ACQUA: RENDETECI I SOLDI !

Tutti i giovedì dalle 17,30 alle 19
presso il Fondo Comunista
Via Rocca Tedalda 277
tel. 366 - 392 50 33
bus 14 capolinea via Ripa

SPORTELLO INFORMATIVO

sulla possibilità di effettuare ricorsi
e aprire contenziosi con Publiacqua
per la restituzione delle tasse illegali
(ca. il 13% della bolletta nell'area fiorentina)
percepite dall'azienda idrica comunale.

ATTUIAMO COSI' LA LEGGE G.U. LUGLIO 2011
E IMPEDIAMO DI ESSERE SCIPPATI DEI RISULTATI
DEL REFERENDUM SUI BENI COMUNI.

Sindaco Renzi...che fai, non intervieni?!?
  

sabato 5 maggio 2012

Iniziativa - dibattito sul Chiapas e Concerto de Los Jijos del Maiz




TIERRA Y LIBERTAD - ¡QUE VIVA ZAPATA!
Viaggio di musica e racconti
attraverso i Municipi Liberati del Chiapas

SABATO 5 MAGGIO 2012 ORE 18.00
AL FONDO COMUNISTA
Via di Rocca Tedalda 277 – Tel. 366 – 3925033
Bus 14 capolinea via Ripa

Ore 18:30 – Dibattito sulla situazione nel Chiapas
Ore 20:00 Cena a buffet

Ore 21:00
CONCERTO DE
LOS JIJOS DEL MAIZ Y EL MASTUERZO

Iniziativa e dibattito: Ingresso libero
Per la cena e il concerto: Ingresso € 7.00

venerdì 20 aprile 2012